CasentinoDuemila - Giornale Del Casentino
CASENTINO2000
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di Melissa Frulloni – Emerge sempre più frequentemente la necessità di modificare il sistema scolastico italiano. Le richieste arrivano proprio dalle famiglie e dalla necessità di conciliare lavoro e impegni dei genitori con quelli dei figli. Proprio nel settembre del 2025 la petizione sostenuta dall’organizzazione We World e dalla community “MammadiMerda” ha chiesto di riformare il calendario scolastico (raccogliendo oltre 75mila firme, depositate in Senato). Due le richieste principali della petizione: aprire le scuole nei mesi di giugno e luglio, con attività extrascolastiche, con una redistribuzione delle pause annuali e l’introduzione del tempo pieno per la fascia di età 3-14 anni, con l’obiettivo di garantire, su tutto il territorio nazionale, la possibilità di scelta tra tempo pieno e tempo parziale. Sì, perché, il calendario scolastico italiano (immutato da decenni), vanta un triste primato insieme a Lettonia e Malta: la pausa estiva più lunga!
Un periodo che mette in crisi tutti i genitori lavoratori che da giugno a settembre devono trovare un luogo, un modo e, non per ultimi, soldi, per “lasciare” i propri figli, incastrando ferie alternate, nonni (per chi li ha), centri estivi e baby sitter. E pensate che il “Piano Estate” del Ministero dell’Istruzione, non è riuscito a soddisfare tutte le richieste degli istituti scolastici, il che testimonia appunto il crescente bisogno delle famiglie di rivedere l’organizzazione della scuola per rispondere a esigenze e bisogni primari che sono chiaramente cambiati nel corso degli anni.
È sicuramente in questa direzione che sta andando l’Istituto Comprensivo Statale «XIII Aprile» di Soci, articolando in maniera diversa l’orario scolastico settimanale, proprio per andare incontro alle famiglie casentinesi. Ne abbiamo parlato con la Dirigente Scolastica dell’Istituto, Antonietta Alessandro, Serena Manenti (orientamento e continuità) e Silvia Martini (DSGA).
“La prima cosa che vorrei sicuramente fare, sono dei ringraziamenti” – Ha esordito la Preside – “Ringraziamenti a due importanti aziende del nostro territorio che sono Miniconf e Aruba. Entrambe ci hanno aiutato, sostenendo economicamente le varie progettualità, a dare alle famiglie un servizio di pre e post scuola, sia per la Scuola dell’Infanzia «Laboriamo» di Soci che per quella di San Piero che rientrano entrambe nel nostro Istituto Comprensivo. In particolare Miniconf ha finanziato il pre e post scuola a San Piero permettendo ai bambini un ingresso anticipato (dalle 7.15 alle 8) e un’uscita posticipata (dalle 16 alle 17.15), tutti i giorni, dal lunedì al venerdì. Il servizio è rivolto alle famiglie che, per motivi di lavoro, hanno necessità di un supporto organizzativo sugli orari; è un servizio disponibile per tutti, nel rispetto di certi criteri e requisiti, pertanto viene gestita una graduatoria che tiene conto ad esempio della residenza, delle esigenze lavorative, ecc. Le richieste possano arrivare anche durante l’anno, non solo a settembre e la scuola si impegna ad aggiornare le graduatorie per supportare le famiglie nei vari casi o urgenze.”
Si parla di un contributo importante (pari a oltre 8.000 euro l’anno) che ha permesso di creare, in quelle fasce orarie, delle vere e proprie progettualità. Non si tratta quindi solo di sorveglianza, come veniva fatto in passato, ma i bambini hanno la possibilità di fare attività con educatrici qualificate. Il servizio è svolto dalla cooperativa “L’albero e la Rua” ed è dalla stessa cooperativa che proviene il personale impiegato.
Aruba ha dato il medesimo supporto per la Scuola dell’Infanzia di Soci, permettendo un’integrazione oraria molto importante, come ci ha spiegato la Preside: “Nel corso delle iscrizioni di gennaio/febbraio e alla chiusura delle domande è emersa una crescita importante delle richieste per la Scuola dell’Infanzia di Soci. La nuova struttura che ospita i bambini è stata consegnata il 1° settembre dell’anno precedente ed è stata progettata per ospitare fino a cinque sezioni, con spazi e laboratori dedicati. Con l’aumento delle iscrizioni è stata richiesta una sezione aggiuntiva; tuttavia, la nuova sezione è stata autorizzata con orario 8 – 14, quindi senza prolungamento pomeridiano, riducendo l’offerta formativa per quella classe rispetto alle altre. Per compensare questa criticità e garantire equità alle famiglie, la scuola si è attivata contattando Aruba, che si è resa disponibile a sostenere un’integrazione educativa pomeridiana.”
Aruba finanzia infatti due educatrici, dalle 14 alle 16, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, con un’attività educativa concordata con la scuola e integrata nella progettualità delle docenti. Anche questo contributo supera 8.000 euro annui e anche in questo caso il servizio è svolto dalla cooperativa “L’albero e la Rua”. Miniconf e Aruba, con il loro sostegno, contribuiscono a finanziare progetti educativi per l’arricchimento dell’offerta formativa, permettendo ai bambini di svolgere vere e proprie attività in quelle fasce orarie e ai genitori di poter conciliare vita familiare e lavorativa.
Altra novità importante da segnalare per quanto riguarda l’Istituto Comprensivo di Soci è l’introduzione della settimana corta, alla Scuola Superiore di I°. Negli ultimi due anni, infatti, le sollecitazioni in questa direzione sono aumentate, a conferma di un bisogno reale e diffuso: molte famiglie faticano a conciliare i tempi della scuola con quelli del lavoro, dello sport e della gestione quotidiana. La scuola ha scelto quindi di non limitarsi a una valutazione “di principio”, ma di avviare un percorso serio e strutturato, capace di misurare in modo concreto l’interesse della comunità scolastica e la sostenibilità organizzativa della proposta.
Per questo motivo è stata istituita una commissione interna incaricata di progettare e coordinare l’intero iter: dall’impostazione delle domande, alla definizione di modalità di raccolta trasparenti e inclusive. La commissione ha predisposto un questionario e ha successivamente curato la fase di somministrazione alle famiglie, scegliendo volutamente una modalità mista, digitale e cartacea, così da garantire la partecipazione di tutti e non escludere nessuno per limiti di accesso tecnologico o difficoltà organizzative.
A conclusione della raccolta, i risultati hanno restituito un quadro chiaro: circa il 74% delle famiglie si è espresso in modo favorevole all’adozione della settimana corta. Un dato importante, che non rappresenta soltanto una preferenza organizzativa, ma anche un’indicazione culturale sul modo in cui le famiglie oggi immaginano l’equilibrio tra scuola, tempo libero e attività extrascolastiche. L’ipotesi organizzativa su cui la scuola sta lavorando prevede un orario 8 – 14 in cui sono previsti due momenti di pausa, uno intorno alle 10 e un altro verso mezzogiorno, concepito come una pausa più ampia, assimilabile ad una pausa pranzo. Uno degli aspetti più rilevanti, emerso anche nelle valutazioni delle famiglie, riguarda l’impatto positivo sul pomeriggio: l’uscita alle 14, infatti, renderebbe più agevole la frequenza ad attività sportive e ricreative. La settimana corta viene quindi presentata come un possibile strumento per rispondere in maniera concreta alle esigenze contemporanee delle famiglie e, allo stesso tempo, per ripensare in modo più efficace l’organizzazione didattica, senza ridurre la qualità dell’offerta formativa ma cercando anzi di renderla più moderna, sostenibile e in linea con i bisogni reali del territorio.
Un altro tema rilevante riguarda la difficoltà di attivare un trasporto comunale coordinato tra i plessi dell’Istituto Comprensivo, San Piero e Soci. Tale difficoltà nasce dal fatto che le scuole ricadendo su due comuni diversi, condizione che rende complessa l’attivazione del sevizio del pulmino. Anche questa criticità incide in modo concreto sulle famiglie e sulle iscrizioni: è emerso infatti che alcune, al termine della primaria, scelgono altre scuole per motivi esclusivamente logistici, pur in presenza di un’offerta formativa adeguata.
Per questo la scuola ha avviato un confronto con associazioni del territorio, valutando la possibilità di dotarsi di un pulmino dedicato per collegare i plessi e facilitare gli spostamenti. Per sostenere l’iniziativa sono stati richiesti contributi anche ad aziende locali, tra cui Miniconf e Aruba, già appunto impegnate nel supporto ai servizi scolastici.
In un Casentino che cambia, dove il lavoro assorbe sempre più tempo e le famiglie sono chiamate ogni giorno a incastri complessi, la scuola non può restare ferma. Servizi come il pre e post scuola, l’integrazione oraria, la settimana corta, non sono soltanto scelte organizzative, sono azioni che alleggeriscono, che restituiscono tempo, che aiutano una famiglia a sentirsi meno sola.
Il desiderio, oggi, è che queste esperienze non restino casi isolati, ma che diventino un modello replicabile. Il messaggio più importante resta quello che quando un territorio smette di aspettare che qualcuno risolva i problemi dall’alto e decide invece di costruire insieme soluzioni dal basso, accade che la scuola non sia più solo scuola, ma ingranaggio di una vera comunità.
da Segreteria
del sabato, 21 febbraio 2026